Concerto 21 aprile 2018

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Sabato 21 aprile 2018, ore 21.00
Chiesa di San Filippo – Via S. Filippo n.14/1 – Reggio Emilia

Antonio Vivaldi
LE QUATTRO STAGIONI

Ensemble dei Salotti Musicali Parmensi

Marco Bronzi  – violino solista
Antonio De Lorenzi – violino
Neris Coppetta – violino
Pietro Scalvini  – viola
Luca Franzetti  – violoncello
Marco Vincenzi – clavicembalo
Marco Bronzi

violinista, diplomato col massimo dei voti all’età di 18 anni al Conservatorio di Parma, è stato allievo di Carlo Chiarappa alla Scuola di Musica di Fiesole – conseguendo la borsa di studio quale miglior allievo dei corsi di perfezionamento -, di Yair Kless alla Rubin Academy di Tel Aviv – diplomato con votazione massima – e di Pavel Vernikov a Portogruaro. Si è perfezionato in pratica esecutiva barocca con Stefano Montanari al Conservatorio di Verona. Ha successivamente conseguito la Laurea superiore di II livello in musica da camera con il massimo dei voti, la lode e la menzione al Conservatorio di Parma. Vincitore giovanissimo del 1° premio al concorso per violino solista “Ada Dal Zoppo” di Mantova –vittoria che gli permise di  esibirsi in una serie di recitals ad Hong Kong- , del 1° premio al concorso per violino solista “Lorenzo Perosi” di Biella , della borsa di studio al concorso di Vittorio Veneto e affermatosi in diversi concorsi di musica da camera in trio con il fratello Enrico e Jolanda Violante, è stato inoltre vincitore, sempre col trio, di borsa di studio all’Accademia Chigiana di Siena. Dal 1992 fino al 2006 membro stabile dell’Orchestra sinfonica dell’Emilia-Romagna di Parma come vincitore del concorso internazionale, dal gennaio 2006 è docente di ruolo di violino, come vincitore del concorso statale, dal 2009 al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano. Svolge una intensa attività cameristica in varie formazioni, con una particolare predilezione per il repertorio del ‘900 storico (dal 2010 attività in duo e in vari complessi con una particolare predilezione per il ‘900 storico ( fra le esecuzioni di maggior rilievo: “Histoire du Soldat” di Igor Stravinskij alla Società dei Concerti di Bolzano e al Festival  Carinthischen Sommer di Ossiach) e, stabilmente, è membro del Five Lines Piano Quintet (Accademia Filarmonica di Bologna, Amici della Musica di Verona, Amici della Musica di Novara, festival di Erl).  Fa parte sin dai suoi esordi della “Symphonica d’Italia”, sotto la direzione di Lorin Maazel (a cui è affidata la direzione musicale ed artistica) e, precedentemente,  della Filarmonica Toscanini sempre sotto la direzione di Maazel partecipando a tournée di grande  successo in tutto il mondo con alcuni fra i massimi direttori d’orchestra dei nostri tempi quali -oltre a L. Maazel- Y.Temirkanov, R.de Burgos, G.Pretre, Z.Mehta, K.Masur e M.Rostropovich. Nel periodo 2006-2009, con la Symphonica d’Italia ha effettuato tournèes in Giappone, Argentina, Brasile, Russia, Israele, Turchia, in numerosissime città europee e in USA – una lunga tournée che ha toccato Chicago, San Francisco, Los Angeles ed è culminata in un grande concerto per le celebrazioni toscaniniane diretto dal M° Maazel al Lincoln Center di New York, congiuntamente alla New York Philarmonic-. Oltre alle collaborazioni con I Solisti Veneti, con l’orchestra della Svizzera italiana –OSI- di Lugano, con l’orchestra del Teatro alla Fenice di Venezia e con Accademia Bizantina, ha ricoperto il ruolo di concertino e spalla nell’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna oltre ad essere stato con regolarità spalla e solista del gruppo d’archi dell’orchestra medesima; in Israele è stato primo violino e solista dell’Erzelya Chamber Orchestra. E’ la spalla dell’Orchestra Giuseppe Verdi di Parma – dedita a repertorio lirico – dell’Orchestra della Fondazione CRT di Torino e collabora, sempre in qualità di spalla con l’Orchestra Sinfonica della Valle d’Aostae l’Orchestra da Camera di Ravenna. Collabora con l’Orchestra del Festival di Brescia e Bergamo. E’ dottore in Giurisprudenza, laurea conseguita nel 2003 presso l’Università degli Studi di Parma.

Ensemble dei salotti musicali parmensi

È composto da musicisti di primo piano della scena musicale italiana che vantano prestigiose collaborazioni (Filarmonica della Scala, Orchestra Mozart, Orchestra del Festival di Lucerna, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Filarmonica Toscanini, Solisti Veneti, Orchestra del Teatro alla Fenice di Venezia nonché presso prestigiosi complessi cameristici) e- sono Docenti presso Conservatori di musica italiani. L’Ensemble è stabile presso l’omonima Rassegna di musica da amera “Salotti Musicali Parmensi” il cui scopo è quello di ridare lustro alla grande tradizione musicale cameristica dei salotti della committenza nobiliare ed alto-borghese fra la metà del’700 e gli anni ’20 del secolo scorso, riproponendola in una veste divulgativa ed attraente per il pubblico moderno. L’Ensemble si è esibito, in occasioni prestigiose (stagioni cameristiche dell’Accademia Mozart di Bologna, Festival di Portogruaro, Festival Mozart di Rovereto, Casa della Musica di Parma, Sale del ‘400 a Pavia) e prossimamente a Mantova Musica. Il primo violino e concertatore è Marco Bronzi.

Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi

sono quattro concerti, per violino solfata concertante e orchestra da camera d’archi, che fanno parte di una raccolta di dodici concerti chiamata TI cimento dell’armonia e dell’invenzione, pubblicata ad Armsterdam nel 1725 da Michel-Charles Le Cène. Il titolo evoca un combattimento, un confronto fra l’armonia (la ragione) e l’invenzione ( l’immaginazione), quindi affronta il problema della libertà creatrice attraverso le regole della composizione. Una particolarità di questa raccolta che al suo interno ci sono sette concerti a programma, tra cui i primi quattro (le Quattro Stagioni) che hanno  contribuito molto al suo successo. Ogni stagione è preceduta da un sorretto esplicativo in lingua italiana (di cui non si conosce l’autore che potrebbe essere lo stesso Vivaldi e che, ancora non è chiaro, non si sa con esattezza se siano stati composti prima o dopo la musica), con la descrizione delle caratteristiche proprie di ogni stagione. Nell’edizione si ritrovano le note scritte da Vivaldi con i rimandi alle parti corrispondenti tra il testo e la musica. Significative sono anche le tonalità scelte: la luminosità del mi maggiore, la dolcezza e malinconia del sol minore, il carattere rustico del fa maggiore e la desolazione del fa minore. Per raggiungere i suoi obiettivi, Vivaldi usa nelle Quattro Stagioni gli strumenti a corda con un’invenzione e un’ingegnosità senza limiti. Riesce ad ottenere effetti (molti dei quali onomatopeici) di leggerezza, ad esempio, usando gli strumenti nella ·loro tessitura acuta (gli uccelli della Primavera) o sopprimendo gli strumenti più gravi (nel Largo della Primavera); oppure di attesa o di grande respiro riducendo l’accompagnamento ad una sola nota tenuta o ad un semplice controcanto dei bassi (come nel canto del cucù all’inizio dell’Estate o nella progressione sul ghiaccio dell’ultimo movimento dell’Inverno. E ancora mezze tinte tramite l’impiego delle sordine (come nel riposo dell’Adagio molto dell’Autunno e le corde pizzicate (nel Largo dell’Inverno).

 

 

 

 

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