Caffè del Giovedì 28 marzo

Oratorio S.Filippo | Via S.Filippo,14 | Reggio Emilia  ore 18:30

L’Università a Reggio
Cenni sul passato e strategie per il futuro

relatori

Alberto Cadoppi
Professore Ordinario di Diritto Penale nell’Università di Parma
e Presidente del Rotary Club Reggio Emilia Val di Secchia
Cenni sulla storia dell’Università a Reggio e sul sigillo ritrovato

Carlo Baldi
Presidente FAR-STUDIUM REGIENSE
La rinascita dell’Università reggiana nelle ultime decadi

Angelo Oreste Andrisano
Magnifico Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia
e Governatore incoming del Distretto 2072 del Rotary
Le prospettive strategiche dello sviluppo di UNIMORE a Reggio.

moderatrice
Benedetta Salsi
vicedirettore del Resto del Carlino di Reggio

Caffè del Giovedì 21 marzo

Oratorio S.Filippo | Via S.Filippo,14 | Reggio Emilia  ore18:00

Proverbi e modi di dire nel dialetto della Val Tassobbio

“Al Sāver d’i Nòster Vèc”

 Savino Rabotti Silvia Razzoli

Caffè del Giovedì 14 marzo

Giovedì 14 marzo 2019 ore 18,00

Oratorio S.Filippo | Via S.Filippo,14 | Reggio Emilia

Proiezione del film

“L’Appennino che suonava”

un film di

Alessandro Scillitani

Caffè del Giovedì 17 gennaio

Oratorio della Trinità – S.Filippo,14 – Reggio Emilia – ore 18:00

CONCERTO

Allievi Istituto Superiore di Studi Musicali
Achille Peri – Claudio Merulo

L.v.Beethoven (1770-1827)

Trio op.11
Allegro con brio – Adagio – Tema con variazioni
Matteo Vaccari – clarinetto
Francesca Davoli – fagotto
Emanuel Dudau – pianoforte

 L.v. Beethoven (1770-1827)

Sonata op. 90
Con vivacità ma sempre con sentimento ed espressione –
Non tanto mosso e molto cantabile

C. Debussy (1862-1918)

Etude n°11 “Pour les Arpèges composés”
Daniele Ceraolo – pianoforte

Milhaud (1892-1974)

Suite – Ouverture – Divertissement – Jeu – Introduction et final

Davide Borghi – violino
Martina Di Falco – clarinetto
Alessandro Curti – pianoforte

Concerto di Natale 20 dicembre 2018

Giovedì 20 dicembre 2018 ore 21,00

Chiesa di S.Filippo – Via S.Filippo,14 Reggio Emilia

  Concerto di Natale

MISA CRIOLLA

di Ariel Ramirez

Direttore

Marcello Zuffa

INGRESSO GRATUITO

La Misa Crolla

Venne composta da Ramirez nel 1963 come un’opera per solisti, coro e orchestra accompagnati da strumenti tipici delle popolazioni latino-americane. Racconta lo stesso compositore che il primo barlume dell’idea della Misa Criolla risale al 1950 quando, durante un viaggio in nave da Buenos Aires verso l’Europa, gli venne il desiderio di «lanciare un messaggio sulla nostra musica per mezzo del mio piano». Dopo aver attraversato Italia, Austria, Svizzera, Germania, Olanda, Inghilterra, Francia e Spagna, decise nel 1954 di fare rientro in Argentina con l’obiettivo di trovare una forma di ringraziamento collettivo per tutte quelle persone che avevano contribuito alla sua crescita spirituale ed alla sua formazione umana. L’incontro con due religiosi argentini: Padre Mayol e Padre Antonio Osvaldo Catena lo portarono a realizzare una messa con ritmi e forme musicali proprie della sua terra di appartenenza. Una volta terminati i bozzetti, Padre Jesus Gabriel Segade provvide agli arrangiamenti e in questo modo, nel 1963, il componimento fu terminato. Nel 1967 Ariel Ramirez decise di andare a Roma per “consegnare” la sua opera nelle mani dell’allora pontefice Paolo VI. La Misa Criolla è una splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folkloristica.

L’autore

Ariel Ramirez è nato a Santa Fè, in Argentina. Iniziò i suoi studi di pianoforte a Santa Fè e presto venne affascinato dalla musica dei Gaucho e dei Creoli. Approfondì le sue ricerche musicali di ritmi tradizionali del Sud America, continuando gli studi nel Conservatorio Nacional di Buenos Aires. Nell’ottobre del 1950 fu ospite a Roma di un amico di infanzia dove rimase quattro anni, vivendo nel cuore transteverino di Roma. In quel periodo, con la sua musica, fece diversi viaggi oltre in Italia, in tutta Europa.

Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei.

Ogni elemento della Misa denota un’estrema originalità, grazie alla perfetta combinazione tra temi religiosi ed elementi folkloristici: il Kyrie apre la messa con i ritmi della vidala e della baguala, due forme espressive rappresentative della musica tradizionale creola argentina; il Gloria è accompagnato dalla danza argentina del carnavalito, segnato dalle note del charango; il Credo invece, è scandito dal ritmo andino della chacarera trunca; il Carnaval de Cochahamba, tipico della tradizione boliviana, fa da contorno al Sanctus, mentre infine, l’Agnus Dei conclude la messa sullo stile della Pampa argentina.
Marcello Zuffa
Dopo la maturità classica e studi interrotti di ingegneria, Marcello Zuffa consegue i diplomi di pianoforte, composizione, musica corale e direzione di coro e di direzione d’orchestra. Segue corsi di formazione a Fiesole, all’Accademia Chigiana di Siena e nel conservatorio di Roma per la direzione d’orchestra (docenti Piero Bellugi e Franco Ferrara), con Franco Gulli ed Enrica Cavallo per il duo violino e pianoforte. Pianista da camera per vari gruppi, solisti e cantanti in concerti in Italia e all’estero, insegna da molti anni, presso l’Istituto Musicale “A.Peri” (ora Istituto Musicale di Reggio Emilia e Castelnuovo Monti), materie inerenti l’analisi musicale, la composizione, la musica da camera e d’insieme, la musica corale, la didattica della musica, l’improvvisazione, la percezione musicale; è spesso anche accompagnatore al pianoforte per esami e concerti. Con l’orchestra e il coro della scuola ha diretto il Requiem di Fauré, la Sinfonia di Salmi di Stravinsky, l’Anthem di Handel In the Lord put I my trust, i Carmina Burana di Orff, i Kindertotenlieder di Mahler. Sempre col Peri ha recentemente realizzato parte di Ein Deutsches Requiem e i Liebesliederwalzer di Brahms, il primo brano in sua trascrizione. Quest’anno la Petite Messe Solemnelle di Rossini.  Ha curato la preparazione e la direzione di brani di giovani compositori  nei diversi anni della rassegna Compositori a confronto sempre in istituto.  Ha anche lavorato come maestro del coro presso la Rai di Torino nelle produzioni della Messa in si minore  di Bach, del Requiem di Fauré, dei Planets di Holst, e dell’oratorio Jeanne d’Arc au bucher di Honneger. E’ stato fondatore e militante del gruppo Prospettiva21, compagine di musicisti, musicologi, e operatori musicali, per il rilancio della musica d’oggi, per nuove modaltà di fruizione musicale. Ha insegnato all’Università di Ferrara (“ Analisi dei repertori musicali antichi” e “Musica popular e afroamericana” per il piccolo DAMS ferrarese) e all’Università di Bologna (“Didattica della Composizione e dell’Improvvisazione” per la SSIS musica). E’conferenziere nelle scuole e per altri enti (uno fra tanti: la biblioteca dell’istituto) su argomenti di analisi e ascolto. Scrive note di sala per i teatri.  Compone di tanto in tanto; annovera anche un musical (Il crogiolo su testo di Arthur Miller), un balletto (Clan-destino, musica elettronica), la Missa Tonalis per coro, organo e viola. Ha suonato nel gruppo Habanera, e nel gruppo funky-jazz RKO.  Prepara e dirige da oltre vent’anni il Coro dell’Indaco.

Coro dell’Indaco

Nasce nel ’92 in seno all’omonima associazione, con sede in via Gabelli a Reggio Emilia, dove vengono svolte attività di educazione musicale anche per piccolissimi, di musicoterapia e di formazione seminariale, sperimentando le valenze di benessere e di educazione alla socialità attraverso il cantare assieme, ama presentarsi al pubblico dei luoghi del bisogno, come case per anziani, centri ospedalieri, carceri, oltreché a quello “normale” nei concerti, molti dei quali peraltro di beneficenza.  Ad un repertorio che verteva sulla ricognizione e l’arrangiamento di materiali popolari della più varia provenienza, anche straniera (partecipa anche al cd Manpresa del gruppo folk La Piva dal Carner), si sono affiancati, quasi come per affinità di linguaggio musicale, brani di musica colta antica. Da qualche tempo il repertorio contempla principalmente musica colta non solo a cappella: vanta i successi  della cantata di Buxtehude, dell’Anthem di Handel, del Gloria di Vivaldi. E’ recentissima l’apertura verso la musica moderna. E’ stato presente nella rassegna Soli Deo Gloria e alla biblioteca Panizzi per le manifestazioni di Restate, nel luglio 2010 con un programma sulla “ballata europea” di impianto folk. Ha cantato nel dicembre 2009 nei reparti dell’Arcispedale S.Anna di Reggio Emilia, in febbraio 2010 a Montericco. E’ sempre presente nelle rassegne cittadine di Soli Deo Gloria. Nel 2012 ha festeggiato il suo ventennale con una bella rassegna alla Cavallerizza, il 9 giugno, assieme al coro di voci bianche dell’Indaco, diretto da Rossana Rossi, il Coro et Laboro, sempre di Rossana, il coro Mavarta, diretto da Silvia Perucchetti, e il coro Canossa, diretto da Gianpietro Capecchi. Le stesse compagini hanno cantato nel pomeriggio per le piazze della città. Il ventennale si festeggia anche nel giorno di S. Francesco con la prima esecuzione della Missa Tonalis che Zuffa ha appositamente composto per il suo coro, questo nella chiesa dei Cappuccini in via Ferrari Bonini a Reggio. Parte del coro ha da anni partecipato anche ai concerti corali dell’Istituto Peri-Merulo: Il Requiem Tedesco e i Liebesliederwalzer di Brahms e quest’anno all’esecuzione della Petite Messe Solemnelle di Rossini. Ha anche preso parte l’anno scorso e quest’anno al Memorial Bonfrisco, in piazza Prampolini: in particolare, nel giugno scorso, ha dato il suo importante apporto all’esecuzione dal vivo di Atom Heart Mother dei Pink Floyd.
SOLISTE – Stefania Montanaro, Cristina Moscardi, Maria Stella Vannini
SOPRANI – Mara Calzolari, Elisabetta Grisendi, Flavia Marconi, Stefania Montanaro, Franca Moretti, Anna Esposito, Xin Zhu
CONTRALTI – Lina Griminelli, Cristina Moscardi, Orietta Sala, Paola Salami, Carla Semeghini, Maria Stella Vannini
TENORI – Gerardo Gianolio, Stefano Melandri, Roberto Messori, Stefano Pergreffi
BASSI – Maurizio Becchi, Giacomo Bigoni, Luca Pignatti, Antonio Cerullo

Caffè del Giovedì 6 dicembre 2018

Oratorio della Trinità – S.Filippo,14 – Reggio Emilia – ore 18:00

SIRIA
Storia e tragedia

relaziona

prof. FERIAL MOUHANNA


 

Caffè del Giovedì 29 novembre

Oratorio della Trinità – S.Filippo,14 – Reggio Emilia – ore 18:00

CONCERTO PER ARPA E CHITARRA

“Fantasie Pizzicate”

Roberto Guarnieri – chitarra
Morgana Rudan – arpa

PROGRAMMA

PALERMO Vincenzo (1967- viv.), Indigo Textures

MONTSALVATGE Xavier (1912-2002), Fantasia

Claro scuro
Cadencial
Brasilado

MARCHÉLIE Érik (1957- viv.), Suite Logique

Prelude
Interlude
Postlude

PUJOL Máximo Diego (1957- viv.), Suite Magica

Prelude
Vlas
Tango
Candombe

SIDNEY Anthony (1952 – viv.), From a Chinese Waterfall

Caffè del Giovedì 22 novembre

Oratorio della Trinità – S.Filippo,14 – Reggio Emilia – ore 18:00

UNA GITA NELL’APPENNINO REGGIANO 

DAL CASTELLO DI SARZANO ALLA PIETRA DI BISMANTOVA

un film di
Luigi Vernia
Antonio Friggieri
Ugo Pellini
Giuseppe Bassi

Caffè del Giovedì 15 novembre

Giovedì 15 novembre 2018 ore 21,00
Chiesa di S.Filippo – Via S.Filippo,14 -Reggio Emilia

Concerto

TRIO D’ARCHI FARNESE

 Daniele Ruzza – violino
Costanza Pepini – viola
Pietro Nappi – violoncello

Giunto a Vienna da pochi mesi, il giovane Beethoven riceve le prime committenze importanti con le quali alcuni mecenati, in questo caso il conte Appony, lo stimolano a cimentarsi con un genere impegnativo e rischioso come il quartetto per archi. Beethoven esita tuttavia a confrontarsi direttamente con Haydn, nume tutelare del quartetto classico, e preferisce riutilizzare alcuni materiali abbozzati a Bonn, rivolgendosi piuttosto ai modelli meno impegnativi del “divertimento”  e della “serenata”, molto più liberi nella forma e molto meno rigorosi nelle condotta delle parti. E’ questa la premessa del Trio op. 3 per violino, viola e violoncello, formazione atipica per la quale Beethoven scrisse in tutto cinque opere, tutte da mettere in relazione all’influsso esercitato sulla sua musica dall’esempio di Mozart. Il Trio op.3 è articolato in sei movimenti, con un solo tempo lento (l’Adagio posto in quarta posizione), due Minuetti di tono molto leggero, un Andante ancora di stile danzante, un Allegro con brio di brillante energia e un Allegro conclusivo di taglio più originale. La prevalenza accordata al violino non compromette la ricerca di un equilibrio timbrico che rappresenta forse l’acquisizione più significativa dell’intera composizione. Da questo punto di vista, l’Adagio è il movimento più interessante: per l’elaborazione che fa spesso subentrare il violoncello nell’esposizione della melodia, ma anche i raffinati “raddoppi” della viola (che esegue alcune frasi all’unisono con il violino o con il violoncello) e soprattutto per la serie di transizioni, gruppi di accordi e brevi imitazioni che consentono a Beethoven di sfruttare in modo più vario la collaborazione fra i due strumenti. Nell’insieme, si tratta comunque di un brano che non lascia molto spazio al virtuosismo e che predilige una cifra espressiva più lirica ed intimista, per quanto serena e disimpegnata. Il debito nei confronti di Mozart è certamente evidente nello spirito e nel tomo generale della composizione, ma più in dettaglio si può riconoscere nel modo in cui Beethoven, analogamente a quante avviene nelle serenata e nei divertimenti mozariani, dà spazio nella composizione a una grande abbondanza di idee che si succedono l’una all’altra, senza troppo tenere in conto la preoccupazione di sottoporle a procedimenti di sviluppo che il genere gli consente di trascurare. Non mancano elementi di stile popolare che si ritrovano specialmente nei Minuetti, in particolare nel secondo, nel cui Trio il violino compie figurazioni che ricordano la musica tzigana.

TRIO FARNESE

Nel 2017, in occasione di uno degli appuntamenti “Concerti aperitivo” organizzati dalla Fondazione Arturo Toscanini di Parma allo scopo di far accedere un vasto pubblico alla musica da camera, si è formato il Trio Farnese. Il Violinista Daniele Ruzza, chiamato a formare il trio, ha pensato di coinvolgere Costanza Pepini alla Viola e Pietro Nappi al violoncello. Per l’occasione, il trio si è cimentato con l’esecuzione della trascrizione di Bruno Giuranna delle Variazioni Goldberg di J S. Bach e, in seguito al successo riscosso, i membri del trio Farnese hanno  deciso di continuare il progetto affrontando l’importante repertorio dedicato a questa formazione. Daniele Ruzza, oltre ad essere violinista della Fondazione Arturo Toscanini, vanta anni di esperienza nel repertorio cameristico anche come primo Violino concertatore con l’Accademia Musicale di San Giorgio e nel repertorio barocco, collaborando con la Venice Baroque Orchestra di A. Marcon e G. Carmignola. Costanza Pepini, membro fondatore del Quartetto Ascanio dal 2005, vanta numerose collaborazioni con musicisti di fama internazionale nella musica da camera esibendosi e partecipando a prestigiosi festival in Italia e all’estero.

Caffè del Giovedì 8 novembre

Oratorio della Trinità – S.Filippo,14 – Reggio Emilia – ore 18:00

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“Giuseppe Scapinelli 1950, o designer da emoção“

di

Arch. Alessandro Scapinelli

Il libro: “Giuseppe Scapinelli 1950 , o designer da emoção” è un’opera monografica scritta dal sociologo paulista Sergio Campos, uno dei maggiori intenditori di design moderno brasiliano al mondo, è considerata la prima opera interamente dedicata all’architetto Giuseppe Scapinelli che si ha notizia e raccoglie, in modo ben documentato, informazioni preziose sulla vita ed il lavoro di questo eccezionale designer reggiano.
Alla stesura di questa monografia ha collaborato l’architetto Alessandro Scapinelli, vissuto in Brasile per molti anni e nipote del designer Giuseppe Scapinelli. Conosce molto bene sia la storia che  l’opera di suo zio e ha già collaborato precedentemente con l’autore Sergio Campos, in occasione della stesura del catalogo per la mostra di design, svoltasi nel 2010 al “Museo Oscar Niemeyer” a Curitiba in Brasile.
Mostra denominata “Modernos Brasileiros” è stato il primo grande riconoscimento pubblico dell’opera di Giuseppe Scapinelli che, a detta di molti specialisti del settore, è tuttora considerato uno dei migliori designer e arredatore d’interni del modernismo brasiliano.

 

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